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Lo sport allunga la vita?

Roger Federer

Per il nuovo anno, D’Artagnan ha stilato la sua lista di buoni propositi al cui primo posto spicca “fare più moto”. E siccome non vuole lasciare nulla al caso si è documentato leggendo una ricerca pubblicata dal British Journal of Sport Medicine, secondo cui il tennis allunga la vita e dimezza il rischio di morte.

I ricercatori hanno analizzato 11 ricerche fatte in Inghilterra e Scozia, che hanno coinvolto oltre 80mila persone e prodotto i seguenti risultati. Il rischio di mortalità è risultato di gran lunga minore tra gli sportivi che tra i sedentari. All’interno della categoria degli sportivi sono i tennisti a vantare il miglior dato, ovvero un rischio di mortalità ridotto del 47% rispetto ai non sportivi. Nuoto, aerobica/danza e ciclismo sono le altre discipline che hanno fatto segnare numeri interessanti, sebbene in misura inferiore al sentire comune. Ovvero quell’idea che la pratica delle discipline strettamente aerobiche sia il top del salutismo. I ricercatori spiegano i risultati con l’elevato livello di competenze degli istruttori di tennis e la volontà dei tennisti di continuare a praticare il più a lungo possibile il loro hobby. Nessuna nota a margine della ricerca sugli effetti collaterali della pratica sportiva. Come traumi muscolari o tendinei sempre in agguato.

E cosa ne pensa D’Artagnan? Chi gioca a tennis, nel Regno Unito, di solito non viene da una periferia depressa. È un soggetto che ha buoni mezzi economici, che presumibilmente vive meglio. Quindi D’Artagnan sceglierà tra le attività sportive che più lo divertono e lo gratificano a prescindere da quanto gli allungheranno la vita.

23 Gennaio 2017

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